mercoledì 5 dicembre 2018

GUIDA DI MUSEI

18/11/2018

Il battito delle ore
suonava forte
da accendere lancette già incandescenti
per quel minuscolo frangente di attimo.
Dava compagnia
quell’algoritmo di tempo,
dove i sentimenti
cadevano come carta in batteria.
La voce, tigre di un’aria rarefatta
era troppo forte
da aprire le porte
e troppo spontanea
da circoscrivere una forma
reale e veritiera alla mia orma.
La direzione della mia freccia
è sempre così decisa
da azzannare, in quell’istante
una velocità di illusione intrisa.
Troppo forte…
Le mani volevano penetrare nei suoi capelli;
le mie corde vocali volevano limarsi con le sue
ma la protagonista del magico artefatto
scese le scale
senza più farsi trovare.






martedì 13 novembre 2018

Il suono delle 8.30

P.S. - tengo a precisare che codesto racconto è stato trovato per caso in mezzo alle pagine di un libro....  

Martedì 17 luglio 2018 il quartiere di Cadelbosco Sopra non avrebbe mai detto che Giallo Mais, avrebbe preso il pullman per Cosenza. Ebbene … in questo preciso istante io Giallo Mais, mi trovo a Corigliano Calabro a casa della mia insegnante di arti matematiche, in compagnia di un barboncino black and white che si chiama: “Totò”, sdraiato a fianco della mia sedia, intento a leccarsi e dare l’allarme ad ogni folata di vento. Ugo, Chicco e Nanà, il labrador estremamente docile che seguono con i suoi acciacchi zio Blu, sono i cani padroni del cortile che controllano, appunto, cortile e statale 106. Ricapitolando …
Giallo Mais era chiamato dalla gente del suo quartiere: “Muratore di poesie”, per il talento di inventare poesie guardando il cielo. Alto 1,70 Giallo M. zoppo da una parte e sano dall’altra, si risvegliò mercoledì 18 luglio in Calabria con la brama di scendere dal pullman e rivedere Anguria Rossa. Il diapason della stazione di Corigliano segnava le 8.30 e alle 8.30 spaccate, Giallo Mais arrivò a destinazione e vide Anguria Rossa che lo stava aspettando. Il muratore di poesie fece un viaggio con traffico scorrevole e servizio a bordo dato da un secondo autista che passava di fianco ai passeggeri per dare taralli e bevande fresche nel viaggio. Lunghe, lunghissime e silenziose ore: a Modena sale una venticinquenne di colore dai capelli trash che si siede a fianco di Giallo M., automaticamente Giallo M. saluta lei, lei risponde al saluto. La tiritera non conosce ostacoli perché Giallo Mais vuole conoscerla, gli dice il suo nome ma … lei non si presenta, così il muratore di poesie cerca di prendere in mano la situa commentando il paesaggio che cambia oltre il vetro ma la misteriosa donna dai capelli trash, non risponde ai suoi commenti e non lo ha neanche in nota. 😒
Comunque … passata l’andata, il ritorno meno male andò per una tangenziale diversa: il passeggero di fianco a Giallo Mais si chiamava Massimiliano, cittadino parmense, padre di 2 figli piccoli, che è stato costretto a lasciare per venire su al nord e lavorare.
Nei 14 giorni trascorsi Giallo Mais è rientrato a contatto con una realtà fatta di tante relazioni che qui al sud, il clima è riuscito a stemperare. La forza del mare, il battito di onde che si mischiano tra le correnti, l’immagine di un campo pieno di ulivi, gabbiani che seguono i pescherecci e il sentimento di tranquillità che al nord non c’è, erano elementi fondamentali che Giallo M. poteva solo acchiappare per terminare il suo racconto. Giusto per l’appunto, dovete sapere, che Giallo M. scriveva poesie, canzoni, racconti sull’ambiente, perché era convinto che il cambiamento avvenisse dal rispetto per l’ecologia.
Cercò il muratore di poesie di persuadere Verde Oliva, la figlia piccola di Verde Menta a giocare diversamente senza il pallino di acchiappare la tartaruga, che beatamente nuotava nel piccolo lavatoio del cortile di Anguria R. Giallo Mais chiudeva tutte le volte gli occhi quando la tartaruga si trovava tra gli angoli della vasca per sentirsi dire, da Verde Oliva, con sguardo deciso e attento: “Tu vai la e con questo retino, acchiappi la tartaruga ogni volta che la vedi”. Giallo M. provava a stare nel gioco ma la tartaruga si divincolava con scatto felino, per scappare sempre a zampe levate.   
Lunedì 23 luglio in compagnia di Verde M., Verde O., Arancione Fiamma, Giallo Oro, Lavanda, Rosso Anguria e Giallo Mais comprato il pranzo al sacco, raggiunsero la grotta delle Ninfee. Tutti i personaggi citati sopra si sporcarono di fango, si asciugarono come lucertole al sole per scendere in piscina di acqua omeotermale-solfurea-carbonica-solfato-bicarbonato-alcalio-terrosa-ipotermale. 😊
Lontano qualche metro dal bordo della piscina Giallo M. si tolse maglia e pantaloni quando … vicino a lui, era presente un gruppo parrocchiale di giovani proveniente da Civita, una piccola città cosentina, che si trovava alle grotte dopo aver percorso un tragitto educativo, per scoprire le varie realtà dell’Arcidiocesi di Cosenza- Bisignano. Seduto sugli sdrai davanti alla piscina dei bambini Giallo M. notò una donna che lo stava guardando con occhi color nocciola, costume a 2 pezzi fucsia e capelli lunghi ricci e neri. Cercò il muratore di poesie di non inquadrare tanto il suo sguardo per concentrarsi su quello che stava facendo ma lo sguardo dagli occhi color nocciola, lo attraeva. 
Giallo M. e Anguria R. scesero le scale che portavano alle vasche di fango per spargersi le fresche colate di terra umida sul corpo e sulla faccia. Da rosa a marroni 😊, Giallo M. e Anguria R. erano travestiti dal fango che tirava così tanto la pelle, da sembrare un grande concentrato di pasta tirata da una resdora, intenta a preparare una specialità culinaria. Il fango davanti al sole tirava perché stava tonificando la pelle, che diventava morbida come quella di un bambino. 
Levato il “vestito di fango secco” che copriva il corpo, Giallo M. e Anguria R. scesero in vasca e quasi simultaneamente scese anche il gruppo di giovani, incontrato negli sdrai e il gioco di sguardi si animò sempre più. Scese appunto anche questa donna dagli occhi marroni e da quel preciso istante, Giallo M. non riuscì a staccargli gli occhi da dosso e lei viceversa. Come una palla da bigliardo il muratore di poesie girò da una parte all’arta della vasca, cercando di non interrompere la comunicazione visiva … si avvicinò sempre più e buttò un: “Ciao”. Subito Giallo M. incominciò a conoscere Carmen, Gennaro, Francesca, Francesco e Sharon. Il muratore di poesie raccontò loro quello che faceva, delle sue ferie in Calabria, della sua laurea e del suo lavoro in Polveriera a K-lab e captava, nel gruppo di Civita, una grande voglia di conoscere. Giallo M. spiegò loro che si trovava in Calabria fino a sabato perché era venuto a trovare Anguria Rossa; il muratore di poesie fu così invitato giovedì a Civita, per partecipare alla festa paesana di fine percorso educativo. Titubate ma esploratore Giallo M. voleva conoscere e addentrarsi in una realtà calabrese di gente che comunica e mantiene uno scambio di idee chiamandosi per telefono. Non riusciva Giallo M. a non mostrarsi non titubante sia per aver conosciuto persone che non si facevano scrupoli a invitare il muratore di poesie ad una festa nel loro paese, sia perché doveva chiedere a Anguria Rossa di portarlo in una città distante mezz’ora, quaranta minuti da Corigliano. Con i civitesi così Giallo M., chiese ad Anguria Rossa se poteva essere accompagnato a Civita. Davanti all’invito doveva accettare e così, Anguria R. e Giallo M. accettarono … giovedì sera Giallo era a Civita e l’istinto di conoscere, fece un passo avanti. 
Salutato i civitesi e contentissimo per aver accolto questo invito, il muratore di poesie aspettava quel giorno, aspettava e aspettava il quarto giorno della settimana per andare a trovare quella compagnia ma qualcosa andò storto: giovedì mattina la lancetta svizzera delle iettature segnò problemi allo stomaco. Mai capitato di aver problemi di stomaco in Calabria e quella volta, quella bastarda volta capitò e Giallo M. arrabbiato come una vipera inviperita, rimase a casa.   
Come ogni settimana arriva venerdì e quel venerdì era il penultimo giorno di viaggio di Giallo M. Riuscì solo a vivere una sensazione di ibernazione: tutto in quell’istante si era fermato per non vedere il giorno successivo, il giorno del ritorno a casa.                                         
Raggiunsero venerdì sera Anguria Rossa, zio Blu e Giallo M. il lido Aurora, dopo la pizzeria da asporto: “Da Michele”, per salutare l’ultima sera della corta, risicata vacanza nel sud. Facendo attenzione a non mangiare il fritto perché Giallo M. non voleva trovarsi nelle stesse circostanze della sera prima, Giallo M., Anguria Rossa e Blu si gustarono una bella cenetta al rumore del mare con vino rosso, capesante, carpa, salmone, pesce persico, millefoglie di dolce e vino calabro (non troppo, perché molto forte😊). Poche ore e lasciavo quella regione dal sapore forte di familiarità. 
Come un sassolino tirato da una fionda sabato, il giorno in cui Giallo M. doveva partire sabato 28 luglio arrivò ma la promessa di ritornare sincronicamente era dietro l’angolo. Giallo non si sentiva pieno e ardeva dal desiderio di costruire legami, riassaporare il pesce, altri prodotti tipici, riguardare lo Ionio, Corigliano, Rossano il fiume Crati lungo 91 km, unico fiume calabro sempre provvisto di acqua che sgorga dal parco della Sila e visitare Civita, saranno sempre gli obiettivi principali di Giallo Mais per il prossimo e vicino viaggio in Calabria.         



martedì 9 ottobre 2018

VI° Campionato mondiale del fungo



Stefano Bellacci di Faella (Arezzo) armato di pazienza e costanza è riuscito a raccogliere il fungo più pesante (1,26 kg) del VI° Campionato Mondiale di funghi porcini, tenutosi sabato 6 e domenica 7 ottobre a Cerreto Laghi di Reggio Emilia.

Ore 6.00, six o’clok, orario di sveglia e il mattino di domenica 7 ottobre, dopo una sostanziosa colazione, iniziò al palaghiaccio. E che mattino!!! 😊 Un mattino dove era possibile ammirare un sole che spuntava tra le montagne, senza velature di nebbie o nuvole minacciose.

 “Se sei in gioco continui a giocare”, sono le parole magiche che sono piombate nel gruppo G.a.s.t, quando riusciva le prime ore, lungo i boschi, a trovare soltanto Coprini atramentari e Ovoli malefici, funghi non commestibili che sbucavano in ogni direzione. Funghi non commestibili che mi ricordavano il cartone della Walt Disney: “I puffi” del 2011, dal colore rosso accesso puntellato da fori bianchi. Nelle prime ore passate la gerla (termine imparato per descrivere il cesto dove posare i funghi raccolti) era sempre vuota ma … l’ultimissima mezz’ora, finalmente, la fatica è stata premiata e il G.a.s.t incominciò a trovare 1 maxi fungo e 4 funghi più piccoli.   


Non era un pellegrinaggio, no! Si trattava di una competizione, presa subito per le pinze perché avevo una competenza in micologia pari a -1, poi improvvisamente, quando si sono scaldati i motori 😊, l’ignoranza diventò conoscenza.         

domenica 30 settembre 2018

Da oggi alla nuova era

Con acetato di cellulosa inizia un lungo elenco di 48 diversi tipi di plastica e polidimetisilossano, finisce la genesi plastica che intossica il nostro pianeta.
Gala dello Gnomo stop,
lo Gnomo stop,
lo Gnomo stop, intende produrre una macchina taggata: “Astro lauta”, per cancellare dal pianeta TUTTE le fibre tessili sintetiche in circolazione. Cerco di trovare il bello della mia occupazione: “Comunicatore ambientale” ma trovo grane da pelare, ogni volta che giro lo sguardo ad est.
Problemi gonfiati dai mass media che non fanno paura perché la gente si è costruita, in tutti questi anni, un senso critico che elimina la paura (scusate il gioco di parole 😊) e rende fragile la facoltà di pensare.
Sono partito a scrivere questo post in corsivo (in una brutta che conserverò come sempre) con i tipi di plastica che intossicano il nostro pianeta, per arrivare a spiegare che la paura ambientale di un uomo tecnologico ancora è poco sentita. Nonostante i documentari sull’ambiente che vanno in onda una volta alla settimana, sento la premura di dire che l’uomo tecnologico debba riceve insegnamenti per salvaguardare l’ambiente.
Dopo il sostanzioso elenco che inizia con CA (sigla di Acetato di Cellulosa) e finisce con PDMS (sigla di polidimetisilossano), non vanno dimenticate le fibre tessili sintetiche, vale a dire i prodotti con: acrilico (vetri, prodotti per bellezza, porcellane ecc…) , modacrilico (tessuti di arredamento), polianmide (nylon), poliestere (abbigliamento maschile e femminile, foulard e cravatte), clorovinile PVC (materia plastica usata per l’edilizia, l’imballaggio alimentare e farmaceutico, per i presidi medico-chirurgici, per i materiali per la protezione civile, per la cartotecnica, per la moda e per il design), poliuretano (materassi e imbottiture per l'arredamento e per l'auto, materiale termoisolante e confezionamento di pannelli isolanti per l'edilizia), teflon (polimero prodotto per rivestire pentole, per fare filtri, guarnizioni, premistoppa, valvole e protezioni anticorrosive o antiadesive) e fibre aramidiche (murature e al legno e  cemento armato). Un piccolo elenco di prodotti dannosi per l’ambiente che inconsapevolmente inghiottiscono il nostro stile di vita.  
Le mie scoperte finora si fermano qui ma le mie ricerche continueranno fino a quando non avremo di nuovo le vere stagioni che confermano un pianeta guarito.

martedì 14 agosto 2018

FARO

24/07/18 -04/08/18

Seconda casa,
casa del Sud
il sole si appoggia
su uno Ionio che rotola giù.
Casa dove aria sa abbarcare
sentimento, umanità e passione
che solo mi sanno contagiare.
Sud, conosci risposte che il Nord
nella sua sicurezza, non riesce a dare,
perché loceano di robot mulatti
è frammentato da una velocità
che i terabyte non riescono a conservare.
Oceano
di opere costruttive,  
standardizzi un viaggio,
senza dare importanza
di essere a bordo.
Seconda casa,
casa del Sud
il ricordo del mare
non s’è abboccato nella mia memoria.    


sabato 4 agosto 2018

9 ore per paesaggi top

Lo scorso anno sono partito per Corigliano Calabro nella seconda settimana di agosto, quando, dopo una vacanza nei meandri di una villa con Iacuzzi a Maiano di Tenna (Fermo- Marche), mi sono lasciato alle spalle la mia città, per andare a trovare gli amici calabresi.
Una manciata di minuti e Ar fly, finalmente sono iniziate le ferie a Corigliano. Comprato il biglietto online, martedì 17 partii. Partito da solo da Reggio arrivai il giorno dopo nella fermata della città coriglianese.
Per tutto il viaggio da Modena a Corigliano a mio fianco era seduta una ragazza venticinquenne o ventiseenne di colore che non è riuscita a rivolgermi la parola per 9 ore consecutive, ripeto: 9 ORE CONSECUTIVE. Questa donna era chiusa a cozza per il caldo, ipotizzo. Ipotizzo ancora, questa donna era chiusa a cozza per la seccatura del viaggio ma peyote d’un Giuda non parlare mai, mi sembrava un modo di comportarsi privo di fondamento, in una situa di stanchezza contagiosa.
Arrivato a destinazione e uscito finalmente da una palla grande come una mongolfiera di sinfonia muta :-), salutai a distanza di pochi giorni, tutta la ciurma di amici e conobbi nuove persone.
Con la canzone: “Somewhere over the Rainbow” di Israel Israel "IZ" Kamakawiwo' ole che mi tamburellava la testa sono ritornato a casa, in attesa quanto prima del mio prossimo turn over calabrese.      

lunedì 30 luglio 2018

Ritornando a casa

Entrato nella cappa reggiana e sceso da un pullman, dove si poteva allungare le gambe e schiacciare un pisolo quasi comodo, arrivai a casa 😒😊😒. Se posso, desidero paragonare il mio viaggio allo studio per affrontare un esame universitario ... Mi spiego meglio, 9 ore sono trascorse per raggiungere Corigliano ma con musica, film e parole snocciolate con il mio vicino, il tempo è volato. 
Dicevamo .... sceso dal pullman, gli zigomi della faccia ancora addormentati si gonfiavano poco ma l’animo era quasi felice. Permettetemi di usare l’avverbio: “Quasi”, perché la bella esperienza, iniziata 2 settimane fa a Corigliano Calabro, ieri è finita nella mia città, lasciando a Sud le nuove amicizie che coltiverò su Instagram, su Facebook e su qualsiasi altro canale comunicativo disponibile in rete.
Felice per essere tornato nel mio piccolo mondo a continuare il mio stage, trovato grazie al suggerimento della mia famiglia e di mia zia, ora non mi resta che raccontare a Megghy (una donna salernitana conosciuta in 2° superiore al quale mi sono così affezionato, da dedicargli un diario, che durante i miei viaggi porto sempre con me), tutte le sensazioni scoperte e incontrate nel terzo viaggio da solo in Calabria.
Barcollo ma non mollo e dopo ricerche su ricerche, sto trovando la mia via. 
In un network vacanziero, trovo l’energia di esprimere ciò che provo in questo momento dallo scalzismo, dal lavoro e dalle persone incontrate durante il viaggio 😊😊😊. 

Una terminologia imparata dal mio viaggio è : “Pirla fricato”, per richiamare la gente che in strada si comportano da uomo della giungla, mettendo a rischio la vita degli altri😊. 

Buon proseguimento di vacanze ! 😊😊😊